Tre stelle e mezzo perché, da un lato, ho un debole per questo tipo di libri e tendo a essere di manica larga; dall’altro, ho trovato l’esecuzione pigra.
Victorian Psycho vuole essere sfrontato, grottesco, disturbante fino alla nausea, ma lo fa in maniera davvero scontata.
Tirando le somme, è un libro che passa senza lasciar nulla. Vuole essere una satira sociale? Mah. Una rivendicazione femminista? Bah.
Gli stessi riferimenti vittoriani non sono niente di che, e la stragrande maggioranza dei lettori li può cogliere con grande facilità. Un esempio? Non bisogna essere un esperto del periodo o di storia della letteratura per sapere cos’è un penny dreadful; basta aver visto o per lo meno sentito parlare della serie tv.
Superficiale.
Victorian Psycho vuole essere sfrontato, grottesco, disturbante fino alla nausea, ma lo fa in maniera davvero scontata.
Tirando le somme, è un libro che passa senza lasciar nulla. Vuole essere una satira sociale? Mah. Una rivendicazione femminista? Bah.
Gli stessi riferimenti vittoriani non sono niente di che, e la stragrande maggioranza dei lettori li può cogliere con grande facilità. Un esempio? Non bisogna essere un esperto del periodo o di storia della letteratura per sapere cos’è un penny dreadful; basta aver visto o per lo meno sentito parlare della serie tv.
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