Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️⭐️Trama: 👍👍👍.5Personaggi: 👦👦👦Page turner: 📖📖📖.5Suspense: 😱😱Plot twist: 💡💡
Conclusa la dilogia, posso dire che il principale punto di forza è il world building, fiabesco e oscuro, con addirittura qualche nota horror, e con un sistema magico non solo accattivante, ma anche estremamente solido.Le criptiche citazioni, nel contempo eco del passato e future profezie, aggiungono fascino e stuzzicano l’interesse.
‼️ POSSIBILI SPOILER‼️
Cosa, invece, non mi ha convinto?Qui entrano fortemente in gioco quelle che sono le mie preferenze personali: in un romantasy, così come in qualunque romance, io voglio una solo coppia su cui concentrarmi; non voglio investire su altri personaggi, e il fatto che Ione e Elm siano nel secondo volume dei veri e propri coprotagonisti, occupando forse persino più spazio di Elspeth e Ravyn, mi ha fatto storcere il naso. Ero interessata alla loro storia d’amore? No, ma ha tenuto banco per almeno metà libro.
Non mi sfugge che una scelta di questo genere è servita a compensare la perdita di mordente nella trama riguardante Elspeth, l’Incubo e Ravyn, perché, siamo sinceri, ci ha tenuto davvero poco col fiato sospeso.
Il motivo principale di questa regressione è il fatto che ormai l’Incubo non rappresenta più una minaccia. Non è un antagonista. Sì, ha preso le redini, ma sappiamo che il suo scopo è solo liberare Blunder dalla sua maledizione. Non crediamo neanche per un minuto che la sete di vendetta verrà prima del bene comune, anche perché è questo che ha caratterizzato tutta la sua vita umana: il sacrificarsi per quello che riteneva essere un bene superiore. Saranno solo i malvagi a pagare, e i buoni avranno il loro lieto fine.Rachel Gillig avrebbe dovuto mantenere una maggiore ambiguità intorno al personaggio, e farcelo percepire come un pericolo anche nel secondo volume, cosa che invece è mancata.Anche quello che dovrebbe essere il principale plot twist ci è praticamente sbattuto in faccia già in One Dark Window (avevate dei dubbi sull’ascendenza degli Yew?).
Riassumendo: un buon fantasy romance, grazie soprattutto alla parte fantasy, che però avrebbe dovuto osare di più dandoci dei veri personaggi morally gray, meno eroi e più umani.
Conclusa la dilogia, posso dire che il principale punto di forza è il world building, fiabesco e oscuro, con addirittura qualche nota horror, e con un sistema magico non solo accattivante, ma anche estremamente solido.Le criptiche citazioni, nel contempo eco del passato e future profezie, aggiungono fascino e stuzzicano l’interesse.
‼️ POSSIBILI SPOILER‼️
Cosa, invece, non mi ha convinto?Qui entrano fortemente in gioco quelle che sono le mie preferenze personali: in un romantasy, così come in qualunque romance, io voglio una solo coppia su cui concentrarmi; non voglio investire su altri personaggi, e il fatto che Ione e Elm siano nel secondo volume dei veri e propri coprotagonisti, occupando forse persino più spazio di Elspeth e Ravyn, mi ha fatto storcere il naso. Ero interessata alla loro storia d’amore? No, ma ha tenuto banco per almeno metà libro.
Non mi sfugge che una scelta di questo genere è servita a compensare la perdita di mordente nella trama riguardante Elspeth, l’Incubo e Ravyn, perché, siamo sinceri, ci ha tenuto davvero poco col fiato sospeso.
Il motivo principale di questa regressione è il fatto che ormai l’Incubo non rappresenta più una minaccia. Non è un antagonista. Sì, ha preso le redini, ma sappiamo che il suo scopo è solo liberare Blunder dalla sua maledizione. Non crediamo neanche per un minuto che la sete di vendetta verrà prima del bene comune, anche perché è questo che ha caratterizzato tutta la sua vita umana: il sacrificarsi per quello che riteneva essere un bene superiore. Saranno solo i malvagi a pagare, e i buoni avranno il loro lieto fine.Rachel Gillig avrebbe dovuto mantenere una maggiore ambiguità intorno al personaggio, e farcelo percepire come un pericolo anche nel secondo volume, cosa che invece è mancata.Anche quello che dovrebbe essere il principale plot twist ci è praticamente sbattuto in faccia già in One Dark Window (avevate dei dubbi sull’ascendenza degli Yew?).
Riassumendo: un buon fantasy romance, grazie soprattutto alla parte fantasy, che però avrebbe dovuto osare di più dandoci dei veri personaggi morally gray, meno eroi e più umani.
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