
Voto complessivo: ⭐️⭐️
Trama: 👍👍.5
Personaggi: 👦👦
Page turner: 📖
Plot twist: 💡💡
Una protagonista alimentata da delirio di onnipotenza e rancore misandrico; al suo fianco, l’emblema del mito del buon selvaggio, il più duro a morire tra quelli che alimentano le fantasie delle menti illuminate, inscindibile da quello del salvatore bianco; tutto intorno, le solite banalità su religione, patriarcato, colonialismo e immigrazione. Insomma, una semplificazione che potrebbe essere accettabile se partorita dalla mente di un dodicenne, ma del tutto insoddisfacente per chiunque altro. Ad esempio, come faccio a descrivere un ambiente misogino? Beh, faccio battutine su come la nostra protagonista sia arrivata dov’è seducendo il suo mentore, sul ciclo quando è nervosa, e ci mettiamo pure un tentato stupro. Poi abbiamo una scena fortemente ispirata a Il diritto di contare con Sciona che non ha un bagno per sé nel piano in cui lavoro perché finora non c’era mai stata una donna Altomago; a questo proposito, quanto odio le protagoniste che sono l’unica donna a aver mai raggiunto un determinato traguardo? Tanto. Lì c’era anche la questione razziale, ma non vi preoccupate, qui abbiamo il buon selvaggio, unico essere umano di sesso maschile a avere dei pregi. Oddio, un po’ di misericordia c’è anche per i due figli del fornaio, perché appartenere al popolo è sempre un punto a favore.Peccato, perché una volta tanto il dark academia non è buttato a caso, anche se non sviluppato a dovere, e il sistema magico ha il suo fascino, sebbene si affievolisca ogni volta che la protagonista si abbandona a spiegoni riflesso dell’autocompiacimento dell’autrice per la sua invenzione.Ho rischiato più volte di addormentarmi, e non è un modo di dire. Con questo concludo perché non voglio più perdere tempo per uno dei titoli che, tra l’altro, più aspettavo. L’ennesima delusione.
Trama: 👍👍.5
Personaggi: 👦👦
Page turner: 📖
Plot twist: 💡💡
Una protagonista alimentata da delirio di onnipotenza e rancore misandrico; al suo fianco, l’emblema del mito del buon selvaggio, il più duro a morire tra quelli che alimentano le fantasie delle menti illuminate, inscindibile da quello del salvatore bianco; tutto intorno, le solite banalità su religione, patriarcato, colonialismo e immigrazione. Insomma, una semplificazione che potrebbe essere accettabile se partorita dalla mente di un dodicenne, ma del tutto insoddisfacente per chiunque altro. Ad esempio, come faccio a descrivere un ambiente misogino? Beh, faccio battutine su come la nostra protagonista sia arrivata dov’è seducendo il suo mentore, sul ciclo quando è nervosa, e ci mettiamo pure un tentato stupro. Poi abbiamo una scena fortemente ispirata a Il diritto di contare con Sciona che non ha un bagno per sé nel piano in cui lavoro perché finora non c’era mai stata una donna Altomago; a questo proposito, quanto odio le protagoniste che sono l’unica donna a aver mai raggiunto un determinato traguardo? Tanto. Lì c’era anche la questione razziale, ma non vi preoccupate, qui abbiamo il buon selvaggio, unico essere umano di sesso maschile a avere dei pregi. Oddio, un po’ di misericordia c’è anche per i due figli del fornaio, perché appartenere al popolo è sempre un punto a favore.Peccato, perché una volta tanto il dark academia non è buttato a caso, anche se non sviluppato a dovere, e il sistema magico ha il suo fascino, sebbene si affievolisca ogni volta che la protagonista si abbandona a spiegoni riflesso dell’autocompiacimento dell’autrice per la sua invenzione.Ho rischiato più volte di addormentarmi, e non è un modo di dire. Con questo concludo perché non voglio più perdere tempo per uno dei titoli che, tra l’altro, più aspettavo. L’ennesima delusione.
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