Red Rabbit

Devyn Rivers

Finished Apr 29, 2026
Other readers' reviews →

Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️⭐️
Dramma: 💧💧💧💧
Sugar: 🧁🧁🧁
Spice: 🌶️🌶️🌶️🌶️
Tropes and vibes: dark erotica romance - pitch black - MFM - military background - attenzione ai TW!!!
Altro libro che ormai da un bel po’ compare nei miei per te, e che ho deciso di leggere perché utile per le solite challenge annuali.
Partiamo bene, ma al primo plot twist la storia comincia a scricchiolare. Sei sopravvissuta a un incidente aereo insieme a un uomo misterioso con un paio di manette ai polsi, scortato da un US marshall; fortunatamente per te, lui sa come sopravvivere nella natura selvaggia, e anche se siete dispersi nel nulla, non vi perdete d’animo e vi mettete in viaggio per raggiungere un qualche luogo abitato. Una sera, però, incappi in un gruppo paramilitare che gestisce un traffico di esseri umani, vieni rapita e messa all’asta. Ecco la mi prima grande perplessità: quanto è credibile venir rapita da dei trafficanti di esseri umani dopo essere sopravvissuta a un incidente aereo? Inoltre, perché proprio questa fissa con il traffico di esseri umani? Adeline docet? Ok, a fine libro l’autrice ci ricorda quanto il fenomeno sia ampio, ma a me sembra che sia talmente tanto abusato nel dark romance da averlo trasformato in in un trope. Avrei preferito che i rapitori fossero sulle sue tracce per qualche motivo (ad esempio, perché Kealin è un’esperta di tecnologia militare, come poi sarà in un secondo momento), oppure che cercassero lui, dato che si conoscono; magari avrebbero potuto essere stati loro a causare l’incidente aereo. Insomma, ci sarebbero potute essere tante alternative molto più plausibili di quella scelta dall’autrice.
Arriviamo poi a quello che ha fatto storcere il naso ad alcuni, una minoranza comunque rispetto a chi invece ha apprezzato il libro (quasi 4000 recensioni da 5⭐️ vs 250 da 1 ⭐️): la nostra protagonista che finisce per infatuarsi di Kraven (scelta un po’ banaluccia come pseudonimo), l’uomo che la compra per 5 giorni, la minaccia, schiaffeggia e vi0lenta. Metterei in secondo piano il fatto che dopo la prima violenza lui si impegni perché anche lei provi piacere (anche quello può essere visto come una forma di umiliazione e manipolazione, sfruttando reazioni fisiologiche del corpo). Poco importa anche che ci sia chi è ben peggiore, come pure le sue argomentazioni. Per lui non è la prima volta, e passati i cinque giorni non ci pensa due volte prima di andarsene e lasciarla con i suoi aguzzini, pur sapendo benissimo in mano di quali sadici sarebbe potuta cadere. E di fatti, le settimane successive sono un vero e proprio inferno.
Quando finalmente la nostra riesce a tornare alla sua vita, salvata da Graham, l’uomo con cui era precipitata, ferito dai rapitori e creduto morto, e per cui aveva cominciato a provare qualcosa, vi aspettereste che i due abbiano il loro happy ending. Beh, non è proprio così, perché Kraven torna, e la storia diventa… un why choose! Quindi sì, c’è un HEA, ma avevamo davvero bisogno di un poliamore, considerato cosa è effettivamente successo con il secondo love interest? Il fatto che partecipi all’operazione per smantellare la Conigliera non lo redime.
Teniamo conto che più che con il dark romance che di solito ci troviamo di fronte, abbiamo a che fare con qualcosa che se non è, per lo meno si avvicina molto al pitch black. Per quanto possa accettare che esistano anche racconti con una sindrome di Stoccolma non per tutti, credo che avrebbe avuto più senso sviluppare due storie diverse, perché a rendere il tutto non facile da metabolizzare è proprio l’avere contemporaneamente due love interest così agli antipodi, uno che ha rischiato la sua vita per te, e che non abuserebbe mai di una donna, e uno che invece lo fa per sport, e non sembra pentito della cosa. Ora, so che c’è un secondo libro che si focalizza proprio su quest’ultimo personaggio, ma tutti i traumi di questo mondo non posso giustificare quello che è successo nella Conigliera. Ripeto, posso anche accettare una storia in cui c’è una manipolazione psicologica tale per cui la vittima arriva a non potersi staccare da chi l’ha abusata, riscrivendo nella sua mente quello che è successo e dandogli nuove etichette (non sempre nei libri deve esserci un finale edificante; a volte possono essere dei pugni nello stomaco in cui è il cattivo a vincere); è, ripeto, l’aver unito, per me forzatamente, i due love interest in una relazione poliamorosa a non convincermi. E se che Kraven/Theron accetti la situazione senza batter ciglio ci sta, almeno da Graham mi sarei aspettata un po’ di discussione.
Puntualizzato su tutti questi aspetti, non posso far altro che ammettere che però il libro funziona, tanto che non me la sento di dare meno di 4 stelle. Ti tiene costantemente incollato alla pagina, cosa tutt’altro che scontata, dati i temi e che stiamo parlando di un’esordiente. Scotomizzando la coercizione, lo spice è più che buono, e lo dico a denti stretti perché è davvero un peccato che la maggior parte delle scene sia con Kraven più che con Graham. Il mio grande rammarico è non aver avuto una storia con i soli Kaelin e Graham perché il loro rapporto, come nasce, si sviluppa e si rafforza per i traumi simili vissuti, ha il suo perché, e avrebbe meritato di essere ulteriormente approfondito, cosa che non è stata possibile per lasciare spazio a Kraven. Sono sincera: magari leggerò il prossimo volume, non perché voglia sapere di più di Theron/Kraven, ma perché spero di avere qualche scorcio di una possibile vita insieme di Kealin e Graham.<spoiler><spoiler></spoiler></spoiler>
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