Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️.5
Dramma: 💧💧
Sugar: 🧁🧁
Spice: 🌶️🌶️
Trope: enemies to lovers to enemies to lovers - forced proximity - vampires
Secondo e ultimo volume del Nightborne Duet, parte dell’universo delle Crowns of Nyaxia creato da Carissa Broadbent.
‼️ SPOILER ‼️
Di personaggi con daddy issues ne abbiamo conosciuti tanti, ma Oraya può tranquillamente dire “Hold my beer”.Questo aspetto ha reso la prima metà del volume a dir poco molesta (la voce di papà che continua a risuonarti in testa anche no!).
L’amore di Vincent per Oraya è estremamente tossico, teso a minare la su fiducia in se stessa, nonostante a parole non avesse altro scopo se non proteggerla.
A infastidirmi è stato il fatto che Oraya fosse perfettamente consapevole delle bugie e del tradimento del padre già alla fine del primo volume (qui ci sono solo ulteriori altri tasselli che vanno a rafforzare la cosa), eppure gli è ancora fedele; è molto più categorica nei confronti di Raihn, anche se ammette che non è che avesse molta scelta, e che nell’accordo con i sanguinati gli è stata forzata la mano perché in quel momento non aveva altro modo per salvarla.Quindi: Vincent commette atrocità da centinaia di anni, non fa nulla per proteggere gli umani, le ha mentito e l’ha fatta sempre sentire piccola e debole, ma l’amore per lui prevale sull’odio; Raihn, che ha sacrificato la sua vita per lei, ha eliminato un tiranno, colpevole anche di soprusi nei confronti della donna che aveva amato, sfruttando l’occasione fornita dal Kejari, così come praticamente chiunque prima di lui, e, nonostante l’odio di Oraya, fa ancora tutto il possibile per proteggerla, è il suo imperdonabile nemico mortale.Solo quando tutto va a rotoli, ecco che quanto proposto da Raihn eoni prima, ossia regnare insieme, diventa accettabile.
Non fraintendermi: di per sé il conflitto tra il passato (Vincent) e il presente (Raihn) ha senso, come pure la difficoltà a prendere le distanze da qualcuno che è stato per anni tutto quello che avevi, ha perfettamente senso; avrebbe dovuto, però, essere gestita meglio. Già sapere meno alla fine di Il serpente e le ali della notte o un Raihn meno trasparente sulle sue vere intenzioni avrebbe funzionato di più dal punto di vista narrativo.Il risultato, invece, è stato un “ma dovevamo aspettare quasi 400 pagine?!?”.
Come preannunciato, però, superato questo empisse il libro finalmente ingrana, e abbiamo tutto quello che ci si aspetta da un romantasy: i combattimenti, la magia e il romance, condito con il giusto spice. Nulla di nuovo, ma è quello che è doveroso aspettarsi da questo tipo di libri.
Tirando le somme: un secondo volume che nella prima parte mena un po’ troppo il can per l’aia, ma complessivamente The Nightborne Duet porta a casa un risultato più che discreto. Consigliato agli amanti del genere.
Dramma: 💧💧
Sugar: 🧁🧁
Spice: 🌶️🌶️
Trope: enemies to lovers to enemies to lovers - forced proximity - vampires
Secondo e ultimo volume del Nightborne Duet, parte dell’universo delle Crowns of Nyaxia creato da Carissa Broadbent.
‼️ SPOILER ‼️
Di personaggi con daddy issues ne abbiamo conosciuti tanti, ma Oraya può tranquillamente dire “Hold my beer”.Questo aspetto ha reso la prima metà del volume a dir poco molesta (la voce di papà che continua a risuonarti in testa anche no!).
L’amore di Vincent per Oraya è estremamente tossico, teso a minare la su fiducia in se stessa, nonostante a parole non avesse altro scopo se non proteggerla.
A infastidirmi è stato il fatto che Oraya fosse perfettamente consapevole delle bugie e del tradimento del padre già alla fine del primo volume (qui ci sono solo ulteriori altri tasselli che vanno a rafforzare la cosa), eppure gli è ancora fedele; è molto più categorica nei confronti di Raihn, anche se ammette che non è che avesse molta scelta, e che nell’accordo con i sanguinati gli è stata forzata la mano perché in quel momento non aveva altro modo per salvarla.Quindi: Vincent commette atrocità da centinaia di anni, non fa nulla per proteggere gli umani, le ha mentito e l’ha fatta sempre sentire piccola e debole, ma l’amore per lui prevale sull’odio; Raihn, che ha sacrificato la sua vita per lei, ha eliminato un tiranno, colpevole anche di soprusi nei confronti della donna che aveva amato, sfruttando l’occasione fornita dal Kejari, così come praticamente chiunque prima di lui, e, nonostante l’odio di Oraya, fa ancora tutto il possibile per proteggerla, è il suo imperdonabile nemico mortale.Solo quando tutto va a rotoli, ecco che quanto proposto da Raihn eoni prima, ossia regnare insieme, diventa accettabile.
Non fraintendermi: di per sé il conflitto tra il passato (Vincent) e il presente (Raihn) ha senso, come pure la difficoltà a prendere le distanze da qualcuno che è stato per anni tutto quello che avevi, ha perfettamente senso; avrebbe dovuto, però, essere gestita meglio. Già sapere meno alla fine di Il serpente e le ali della notte o un Raihn meno trasparente sulle sue vere intenzioni avrebbe funzionato di più dal punto di vista narrativo.Il risultato, invece, è stato un “ma dovevamo aspettare quasi 400 pagine?!?”.
Come preannunciato, però, superato questo empisse il libro finalmente ingrana, e abbiamo tutto quello che ci si aspetta da un romantasy: i combattimenti, la magia e il romance, condito con il giusto spice. Nulla di nuovo, ma è quello che è doveroso aspettarsi da questo tipo di libri.
Tirando le somme: un secondo volume che nella prima parte mena un po’ troppo il can per l’aia, ma complessivamente The Nightborne Duet porta a casa un risultato più che discreto. Consigliato agli amanti del genere.
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