Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️⭐️
Dramma: 💧💧💧
Sugar: 🧁
Spice: 🌶️.5
Tropes and vibes: dark academia - horror - vampires - paranormal romance - enemies to lovers - murder mystery - morally grey
Una delle uscite che più aspettavo e che si è pure guadagnata 4 stelle senza però convincermi fino in fondo.Una volta tanto “dark academia” non è solo un’etichetta apposta per seguire un trend, ma allo stesso tempo non è stata approfondita come avrebbe potuto e dovuto. Stesso discorso per l’altro punto di forza del romanzo, ossia la vampirologia africana. Il vampiro è una di quelle figure condivise da praticamente ogni cultura , e avrei voluto che venisse scavato più a fondo nel folklore africano per evidenziarne le peculiarità. Di conseguenza, anche il world building ne risente. Il problema è che ogni aspetto del libro viene fagocitato dall’enemies to lovers: abbiamo due protagonisti decisamente morally grey che si rispecchiano l’uno nell’altra, che portano avanti una faida senza esclusione di colpi per poi cedere all’attrazione, e se in altri contesti mi sarebbe anche andato bene, nel momento in cui mi offri tanto altro che stuzzica la mia curiosità, è come se mi sentissi trattenuta, impantanata in qualcosa che non mi attira più tanto perché, nel frattempo, mi viene sventolato davanti qualcosa di più interessante.Anche la caratterizzazione psicologica di Kidan e Susenyos non mi ha persuaso: non ha tanto senso il rapido attaccamento di lei ai nuovi amici, né i momenti in cui lui improvvisamente si ammorbidisce. Insomma: un libro con un grande potenziale non sviluppato appieno perché si è scelta la più sicura strada del romantasy. Vedremo cosa accadrà con i prossimi due volumi.
Dramma: 💧💧💧
Sugar: 🧁
Spice: 🌶️.5
Tropes and vibes: dark academia - horror - vampires - paranormal romance - enemies to lovers - murder mystery - morally grey
Una delle uscite che più aspettavo e che si è pure guadagnata 4 stelle senza però convincermi fino in fondo.Una volta tanto “dark academia” non è solo un’etichetta apposta per seguire un trend, ma allo stesso tempo non è stata approfondita come avrebbe potuto e dovuto. Stesso discorso per l’altro punto di forza del romanzo, ossia la vampirologia africana. Il vampiro è una di quelle figure condivise da praticamente ogni cultura , e avrei voluto che venisse scavato più a fondo nel folklore africano per evidenziarne le peculiarità. Di conseguenza, anche il world building ne risente. Il problema è che ogni aspetto del libro viene fagocitato dall’enemies to lovers: abbiamo due protagonisti decisamente morally grey che si rispecchiano l’uno nell’altra, che portano avanti una faida senza esclusione di colpi per poi cedere all’attrazione, e se in altri contesti mi sarebbe anche andato bene, nel momento in cui mi offri tanto altro che stuzzica la mia curiosità, è come se mi sentissi trattenuta, impantanata in qualcosa che non mi attira più tanto perché, nel frattempo, mi viene sventolato davanti qualcosa di più interessante.Anche la caratterizzazione psicologica di Kidan e Susenyos non mi ha persuaso: non ha tanto senso il rapido attaccamento di lei ai nuovi amici, né i momenti in cui lui improvvisamente si ammorbidisce. Insomma: un libro con un grande potenziale non sviluppato appieno perché si è scelta la più sicura strada del romantasy. Vedremo cosa accadrà con i prossimi due volumi.
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