‼️ ATTENZIONE ‼️ ‼️ SPOILER ‼️
È bastata la dedica a inizio libro a mettermi di cattivo umore: gettare il sasso e nascondere la mano è estremamente vile. Ma non bastava, e ecco che poco dopo abbiamo qualcosa che per me è più fastidioso di unghie che raschiano su una lavagna, ossia la rappresentazione dell’uomo bianco etero, giovane o non più giovane, come il peggio del peggio, meschino, approfittatore, incorreggibilmente maschilista. Banalità portami mia.La coppia di autrici, non ancora soddisfatta, ha continuato a alienarsi ogni mia simpatia, dato che, per quanto i sette scrittori riuniti a Skelbrae siano, chi più chi meno, tutt’altro che perfetti, c’è comunque un’eccessiva mitizzazione della figura dello scrittore; V.E. Schwab e Cat Clarke non riescono proprio a fare a meno di autoincensarsi, pur mantenendo l’imprescindibile aura di vittima, perché si sa, il mondo dell’editoria è ingiusto, soprattutto con le donne, soprattutto se non bianche, soprattutto se non con l’immagine giusta. I primi capitoli dal punto di vista di Ava sono stati un supplizio. Due donne bianche che continuano a ripeterci quanto sia difficile essere una donna nera, la versione moderna della sindrome del salvatore bianco.Non a caso, quando il libro si trasforma in uno slasher movie, chi è la final girl? La donna di colore! E chi è l’unico altro sopravvissuto (plot twist, tra l’altro, molto prevedibile)? L’autore di origine giapponese! Nessuna pietà per chi ha la pelle chiara!La vera apoteosi è però l’identità del colpevole (anche qui, il più probabile), o meglio, il suo segreto: non è davvero uno scrittore, perché il manoscritto che ha presentato alla sua agente è stato scritto con l’intelligenza artificiale! Mostro!!! La scia di cadaveri che si lascia dietro non è nulla in confronto a un simile abominio!!! Se non fosse che il mio Kindle costa, avrebbe avuto un contatto estremamente ravvicinato con il muro che ho davanti.
Di questo libro salvo solo che, nel momento in cui abbiamo cominciato a avere cadaveri qua e là, la lettura si è fatta avvincente, almeno fino a quando non siamo arrivati alla terribile verità: l’IA sta uccidendo la magia della scrittura, perché l’editoria dice di voler qualcosa di nuovo, ma alla fine cerca sempre la solita minestra!!!
(Sì, ho ancora un bel po’ di !!!!!!!)
Riassumendo: santificazione del ruolo dello scrittore, anche se sono brutte persone (soprattutto se bianche);vittimismo, perché il mondo dell’editoria è brutto e cattivo, perché fa favoritismi, devi dare sempre di più, devi avere visibilità mediatica, etc, etc, e perché i lettori non premiano i tuoi sforzi, gettandosi dietro al fenomeno del momento;L’IA è il peggior male del mondo (il colpevole non solo ha scritto un libro con ChatGPT, ma aveva addirittura lo sfondo del suo cellulare realizzato con l’IA!!!).In pratica, Il finale si scrive da sé è il libro perfetto per aspiranti scrittori, scrittori di fascia media e chiunque adori l’autocommiserazione.
Per quella manciata di capitoli buoni nella seconda metà del libro, dato che sono un tipo generoso, credo di poter arrivare fino a 2,5 ⭐️.
È bastata la dedica a inizio libro a mettermi di cattivo umore: gettare il sasso e nascondere la mano è estremamente vile. Ma non bastava, e ecco che poco dopo abbiamo qualcosa che per me è più fastidioso di unghie che raschiano su una lavagna, ossia la rappresentazione dell’uomo bianco etero, giovane o non più giovane, come il peggio del peggio, meschino, approfittatore, incorreggibilmente maschilista. Banalità portami mia.La coppia di autrici, non ancora soddisfatta, ha continuato a alienarsi ogni mia simpatia, dato che, per quanto i sette scrittori riuniti a Skelbrae siano, chi più chi meno, tutt’altro che perfetti, c’è comunque un’eccessiva mitizzazione della figura dello scrittore; V.E. Schwab e Cat Clarke non riescono proprio a fare a meno di autoincensarsi, pur mantenendo l’imprescindibile aura di vittima, perché si sa, il mondo dell’editoria è ingiusto, soprattutto con le donne, soprattutto se non bianche, soprattutto se non con l’immagine giusta. I primi capitoli dal punto di vista di Ava sono stati un supplizio. Due donne bianche che continuano a ripeterci quanto sia difficile essere una donna nera, la versione moderna della sindrome del salvatore bianco.Non a caso, quando il libro si trasforma in uno slasher movie, chi è la final girl? La donna di colore! E chi è l’unico altro sopravvissuto (plot twist, tra l’altro, molto prevedibile)? L’autore di origine giapponese! Nessuna pietà per chi ha la pelle chiara!La vera apoteosi è però l’identità del colpevole (anche qui, il più probabile), o meglio, il suo segreto: non è davvero uno scrittore, perché il manoscritto che ha presentato alla sua agente è stato scritto con l’intelligenza artificiale! Mostro!!! La scia di cadaveri che si lascia dietro non è nulla in confronto a un simile abominio!!! Se non fosse che il mio Kindle costa, avrebbe avuto un contatto estremamente ravvicinato con il muro che ho davanti.
Di questo libro salvo solo che, nel momento in cui abbiamo cominciato a avere cadaveri qua e là, la lettura si è fatta avvincente, almeno fino a quando non siamo arrivati alla terribile verità: l’IA sta uccidendo la magia della scrittura, perché l’editoria dice di voler qualcosa di nuovo, ma alla fine cerca sempre la solita minestra!!!
(Sì, ho ancora un bel po’ di !!!!!!!)
Riassumendo: santificazione del ruolo dello scrittore, anche se sono brutte persone (soprattutto se bianche);vittimismo, perché il mondo dell’editoria è brutto e cattivo, perché fa favoritismi, devi dare sempre di più, devi avere visibilità mediatica, etc, etc, e perché i lettori non premiano i tuoi sforzi, gettandosi dietro al fenomeno del momento;L’IA è il peggior male del mondo (il colpevole non solo ha scritto un libro con ChatGPT, ma aveva addirittura lo sfondo del suo cellulare realizzato con l’IA!!!).In pratica, Il finale si scrive da sé è il libro perfetto per aspiranti scrittori, scrittori di fascia media e chiunque adori l’autocommiserazione.
Per quella manciata di capitoli buoni nella seconda metà del libro, dato che sono un tipo generoso, credo di poter arrivare fino a 2,5 ⭐️.
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