Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️⭐️.5
Dramma: 💧💧💧
Sugar: 🧁🧁.5
Spice: 🌶️
Trope: romantasy - gladiator - political fantasy - marriage of convenience
Bloodguard, ovvero il figlio illegittimo di Spartacus (versione Starz) e Dugeons & Dragons.
L’idea dei gladiatori e gli scontri nell’arena sono l’aspetto che mi è piaciuto di più. C’è azione, ma anche una buona dose di gore, cosa che non mi dispiace affatto, anzi. Avrei preferito che ci si mantenesse nell’ambito della mitologia classica, dove certo non mancano bestie e creature leggendarie, piuttosto che importare elfi, giganti, nani, orchi e mutaforma dal tipico immaginario fantasy, anche perché questa suddivisione in razze è più un pretesto per distinguere un personaggio dall’altro che non un qualcosa che ha davvero un peso ai fini della trama.
Ho apprezzato i protagonisti, Leith e Maeve, così come il romance, anche se è vero che è un po’ troppo insta: in Bloodguard c’è tanta carne al fuoco, e il romance, per quanto importante, non sovrasta il resto; probabilmente dedicare più spazio, più dettagli a come è sbocciato e maturato l’amore tra Leith e Maeve avrebbe allungato, e di molto, un libro che breve non è. Io lo avrei apprezzato, ma credo che sia stata fatta una scelta di fondo per renderlo un prodotto appetibile anche per chi cerca altro oltre il romance.
Si sente comunque che l’autrice viene dal mondo del romance, proprio per alcuni cliché e espressioni che sono di casa in un romance contemporaneo, ma stridono un po’ in un high fantasy.
Maeve e Leith sono gli unici ad avere una caratterizzazione; tutti gli altri personaggi sono poco più che comparse, pecca a cui ho deciso di non dare un eccessivo peso.
Bloodguard viene indicato come primo volume di una serie, anche se, di fatto, sembra proprio un autoconclusivo. Sono curiosa di scoprire se effettivamente ci saranno altri volumi e come verranno gestiti: avremo ancora Leith e Maeve, o ci saranno altri protagonisti?
In soldoni: un libro non esente da difetti, con tante ingenuità e molto essenziale sia in termini di trama che di caratterizzazione dei personaggi. Ha però dei guizzi, e va giù che è un piacere, tanto che abbondo fino alle 4,5 ⭐️.
Dramma: 💧💧💧
Sugar: 🧁🧁.5
Spice: 🌶️
Trope: romantasy - gladiator - political fantasy - marriage of convenience
Bloodguard, ovvero il figlio illegittimo di Spartacus (versione Starz) e Dugeons & Dragons.
L’idea dei gladiatori e gli scontri nell’arena sono l’aspetto che mi è piaciuto di più. C’è azione, ma anche una buona dose di gore, cosa che non mi dispiace affatto, anzi. Avrei preferito che ci si mantenesse nell’ambito della mitologia classica, dove certo non mancano bestie e creature leggendarie, piuttosto che importare elfi, giganti, nani, orchi e mutaforma dal tipico immaginario fantasy, anche perché questa suddivisione in razze è più un pretesto per distinguere un personaggio dall’altro che non un qualcosa che ha davvero un peso ai fini della trama.
Ho apprezzato i protagonisti, Leith e Maeve, così come il romance, anche se è vero che è un po’ troppo insta: in Bloodguard c’è tanta carne al fuoco, e il romance, per quanto importante, non sovrasta il resto; probabilmente dedicare più spazio, più dettagli a come è sbocciato e maturato l’amore tra Leith e Maeve avrebbe allungato, e di molto, un libro che breve non è. Io lo avrei apprezzato, ma credo che sia stata fatta una scelta di fondo per renderlo un prodotto appetibile anche per chi cerca altro oltre il romance.
Si sente comunque che l’autrice viene dal mondo del romance, proprio per alcuni cliché e espressioni che sono di casa in un romance contemporaneo, ma stridono un po’ in un high fantasy.
Maeve e Leith sono gli unici ad avere una caratterizzazione; tutti gli altri personaggi sono poco più che comparse, pecca a cui ho deciso di non dare un eccessivo peso.
Bloodguard viene indicato come primo volume di una serie, anche se, di fatto, sembra proprio un autoconclusivo. Sono curiosa di scoprire se effettivamente ci saranno altri volumi e come verranno gestiti: avremo ancora Leith e Maeve, o ci saranno altri protagonisti?
In soldoni: un libro non esente da difetti, con tante ingenuità e molto essenziale sia in termini di trama che di caratterizzazione dei personaggi. Ha però dei guizzi, e va giù che è un piacere, tanto che abbondo fino alle 4,5 ⭐️.
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