Voto complessivo: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Dramma: 💧💧.5
Sugar: 🧁🧁🧁
Spice: 🌶️
Tropes and vibes: retelling - dark romance - fantasy romance - why choose
Questo libro è il più grande scempio ai danni della mitologia greca e della classicità tutta che possiate immaginare.Basta dare un’occhiata agli alberi genealogici che aprono il volume per rendersene conto.Detto questo, non ho mai riso tanto dai tempi di P. G. Wodehouse e la serie di Jeeves.
Nessuna eroina è come Alexis Hert, nerd appassionata di matematica, fan sfegatata di Carl Gauss e Emmy Noether su cui scrive addirittura delle fanfiction.No, non è come altre: di fronte a prove fisiche estreme, lei invoca un asteroide che la liberi dalle sofferenze terrene; sa qual è il valore del cibo, ed è pronta a correre rischi per una pancia piena; colleziona figuracce e affronta la vita sempre con un aspetto pietoso.Alexis è l’ultima persona che potrebbe sopravvivere in un fantasy, eppure lo fa, ed è molto più credibile di tante altre. Il suo tirar fuori le unghie e i denti quando qualcuno a cui tiene è in pericolo, spinta prima ancora dalla disperazione che non dalla rabbia, ha un che di vero che raramente si incontra.Jasmine Mas prende lo stereotipo dell’eroina orfana, abbandonata, abusata, e lo rielabora andando nella direzione opposta rispetto a quello a cui siamo abituati, e funziona.
Anche se fatto rientrare nel filone dark fantasy romance, Blood of Hercules ha pochissimo romance, quasi nulla, perché il fulcro di tutto è Alexis e la sua crescita, che c’è, nonostante l’atteggiamento nichilista da adolescente emo anni ‘90.
Il dark è dato più da alcuni atteggiamenti e azioni (lo stalking, la possessività), in particolare di due dei love interest, che non da altro, anche se abbiamo comunque prove mortali e un’infanzia di abusi.
Venendo quindi ai protagonisti maschili, che solo per semplicità possiamo definire love interest, al momento Alexis non ha manifestato nessun vero interesse nei loro confronti. Ne è spaventata e affascinata allo stesso tempo, perché fisicamente imponenti e indubbiamente belli, ma vere e proprie interazioni romantiche non ci sono, e la nostra non sembra volerne.Chi più chi meno, rientrano tutti nello stereotipo del bello e dannato, pericolosi, letali e alti almeno due metri.
Se un possibile progressivo attaccamento di Patro e Achille nei confronti di Alexis può avere un senso, minimo, ma comunque un senso, più difficile spiegarlo nel caso di Caronte e Augusto, almeno che non lo si veda come frutto dell’idea che hanno della ragazza piuttosto che di una loro vera conoscenza. Nonostante tutto, c’è però una base solida da cui partire per il prossimo volume, perché abbiamo qualcosa di molto consistente (non scendo nei dettagli per evitare spoiler), e non dei semplici pretesti per portare avanti la storia.
Lo spice è al di sotto del minimo sindacale se davvero vogliamo considerare Blood of Hercules un dark fantasy romance: arrotondando per eccesso, al massimo possiamo parlare di una scena e mezza per la nostra protagonista.
Tirando le somme, abbiamo di fronte un libro che si inserisce con la forza in una categoria che forse neanche gli appartiene, ma proprio per questo riesce a sovvertirla e a portare un po’ di originalità in un settore che rischia una saturazione figlia del successo.Che sia la parodia a salvare l’originale?Ai posteri l’ardua sentenza.
Dramma: 💧💧.5
Sugar: 🧁🧁🧁
Spice: 🌶️
Tropes and vibes: retelling - dark romance - fantasy romance - why choose
Questo libro è il più grande scempio ai danni della mitologia greca e della classicità tutta che possiate immaginare.Basta dare un’occhiata agli alberi genealogici che aprono il volume per rendersene conto.Detto questo, non ho mai riso tanto dai tempi di P. G. Wodehouse e la serie di Jeeves.
Nessuna eroina è come Alexis Hert, nerd appassionata di matematica, fan sfegatata di Carl Gauss e Emmy Noether su cui scrive addirittura delle fanfiction.No, non è come altre: di fronte a prove fisiche estreme, lei invoca un asteroide che la liberi dalle sofferenze terrene; sa qual è il valore del cibo, ed è pronta a correre rischi per una pancia piena; colleziona figuracce e affronta la vita sempre con un aspetto pietoso.Alexis è l’ultima persona che potrebbe sopravvivere in un fantasy, eppure lo fa, ed è molto più credibile di tante altre. Il suo tirar fuori le unghie e i denti quando qualcuno a cui tiene è in pericolo, spinta prima ancora dalla disperazione che non dalla rabbia, ha un che di vero che raramente si incontra.Jasmine Mas prende lo stereotipo dell’eroina orfana, abbandonata, abusata, e lo rielabora andando nella direzione opposta rispetto a quello a cui siamo abituati, e funziona.
Anche se fatto rientrare nel filone dark fantasy romance, Blood of Hercules ha pochissimo romance, quasi nulla, perché il fulcro di tutto è Alexis e la sua crescita, che c’è, nonostante l’atteggiamento nichilista da adolescente emo anni ‘90.
Il dark è dato più da alcuni atteggiamenti e azioni (lo stalking, la possessività), in particolare di due dei love interest, che non da altro, anche se abbiamo comunque prove mortali e un’infanzia di abusi.
Venendo quindi ai protagonisti maschili, che solo per semplicità possiamo definire love interest, al momento Alexis non ha manifestato nessun vero interesse nei loro confronti. Ne è spaventata e affascinata allo stesso tempo, perché fisicamente imponenti e indubbiamente belli, ma vere e proprie interazioni romantiche non ci sono, e la nostra non sembra volerne.Chi più chi meno, rientrano tutti nello stereotipo del bello e dannato, pericolosi, letali e alti almeno due metri.
Se un possibile progressivo attaccamento di Patro e Achille nei confronti di Alexis può avere un senso, minimo, ma comunque un senso, più difficile spiegarlo nel caso di Caronte e Augusto, almeno che non lo si veda come frutto dell’idea che hanno della ragazza piuttosto che di una loro vera conoscenza. Nonostante tutto, c’è però una base solida da cui partire per il prossimo volume, perché abbiamo qualcosa di molto consistente (non scendo nei dettagli per evitare spoiler), e non dei semplici pretesti per portare avanti la storia.
Lo spice è al di sotto del minimo sindacale se davvero vogliamo considerare Blood of Hercules un dark fantasy romance: arrotondando per eccesso, al massimo possiamo parlare di una scena e mezza per la nostra protagonista.
Tirando le somme, abbiamo di fronte un libro che si inserisce con la forza in una categoria che forse neanche gli appartiene, ma proprio per questo riesce a sovvertirla e a portare un po’ di originalità in un settore che rischia una saturazione figlia del successo.Che sia la parodia a salvare l’originale?Ai posteri l’ardua sentenza.
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